
NUORO. La tragedia poco prima delle 13,30. Il boato, il proiettile che colpisce l’anziano e lo fa cadere a terra privo di sensi. I momenti di panico dei battitori e delle poste che abbandonano le sedi per accorrere in suo aiuto. Pensano a un malore, poi la vista del sangue cancella ogni dubbio. Lo circondano, lo soccorrono, chiamano aiuto ma si rendono conto che per il capo squadra non c’è nulla da fare. Arriva l’ambulanza del 118, i carabinieri di Orotelli, i colleghi della compagni di Ottana e tutto sembra fermarsi. Sul campo verde di Sennora Rosa solo quel lenzuolo bianco spicca tra la vegetazione e i pochi alberi che la circondano. Il teatro dell’incidente viene delimitato immediatamente dai soliti nastri bianco-rossi e diventa off limit.
Si cerca di capire la dinamica, ma non sembra di facile ricostruzione. Nessuno riesce a spiegare da chi e come sia partito il colpo. L’unica certezza è che il fucile del vecchio capo caccia non ha sparato. Resta da chiarire quale dei dodici fucili sequestrati ai battitori abbia esploso il colpo mortale.
Saranno le analisi balistiche e la ricostruzione delle traiettorie a stabilire insieme ai risultati dell’autopsia a fare luce sulla dinamica e sulle eventuali responsabilità. Intanto il magistrato ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo. Non si esclude che ad uccidere l’anziano sia stato un proiettile di rimbalzo, ma ancora la dinamica dovrà essere ricostruita comparando i rilievi effettuati nella campagna di Orotelli con le dichiarazioni poste a verbale dai testimoni della tragedia. La notizia ha raggiunto il paese in pochi attimi.
Il via vai di persone è stato incessante e costante quasi a voler rendere omaggio a un uomo che per una vita aveva amato questo sport da riuscire a trasmetterne la passione a quelli meno giovani di lui. Sul posto il sindaco Nannino Marteddu si è stretto ai familiari che, increduli, hanno assistito ai riti che si svolgevano attorno al corpo senza vita dell’anziano capo caccia.
fonte:la nuova sardegna